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19 dicembre 2017

La Riforma organica del Regolamento del Senato: fare poco e farlo bene

I contenuti del progetto di Riforma

Nato nel corso della legislatura con un lavoro sotto traccia della Giunta per il Regolamento del Senato, sorretto da un appoggio bipartisan, il progetto di Riforma “organica” del Regolamento (Doc. II, n. 38) è approdato oggi in aula. Approvato il disegno di legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento da oggi l’aula di Palazzo Madama si dedica ad una nuova sfida: fare del Senato il motore della riforma del processo decisionale. Il progetto si presenta come un’opera chirurgica di restyling del Regolamento orientata all’efficienza e alla razionalizzazione delle procedure parlamentari, e punta a raggiungere almeno tre obiettivi:

  • ottimizzare i tempi di esame in Commissione
  • porre un argine all’ostruzionismo parlamentare
  • dare una risposta al fastidio che l’elettorato nutre nei confronti dei “cambi di casacca”.

Con questi interventi mirati, il progetto della Giunta per il Regolamento contiene tutte le premesse per rendere l’iter legislativo efficiente e più razionale. Nello specifico la Riforma consta di quattro articoli che incidono su tre diverse aree del Regolamento:

  • la disciplina concernente la composizione dei Gruppi
  • l’attività svolta dalle Commissioni permanenti
  • la semplificazione e la razionalizzazione dei lavori.

Di seguito analizziamo alcune delle novità apportate dalla Riforma nel processo decisionale di Palazzo Madama.

Composizione dei Gruppi

Nel progetto della Giunta per il Regolamento sono previsti, in particolare, due strumenti che intendono prevenire l’eccessiva proliferazione dei Gruppi e intervenire sull’annosa questione dei “cambi di casacca”.

In primo luogo, si introduce il principio in base al quale ciascun Gruppo deve essere espressione di un partito o movimento politico (anche risultante dall’aggregazione di più partiti o movimenti politici) che abbia presentato alle elezioni del Senato propri candidati con lo stesso contrassegno. La costituzione di nuovi Gruppi in corso di legislatura rimane sempre possibile purché rispetti il criterio di rappresentanza di cui sopra: i nuovi Gruppi, infatti, dovranno essere espressione di soggetti riconducibili a partiti o movimenti politici che si sono presentati alle elezioni uniti o collegati.

In secondo luogo, inoltre, considerato che questa legislatura si è contraddistinta per un numero esorbitante di “cambi di casacca”, il Senato intende dotarsi di un sistema di prevenzione stabilendo che i Vice Presidenti e i Segretari del Consiglio di Presidenza del Senato che entrano a far parte di un Gruppo diverso da quello al quale appartenevano al momento dell’elezione, decadono dall’incarico e, con riferimento alle Commissioni permanenti, da tutte le cariche dell’Ufficio di Presidenza.

Attività delle Commissioni permanenti

L’intervento sui lavori delle Commissioni rappresenta probabilmente l’innovazione più importante di questa modifica del Regolamento, in quanto comporta uno spostamento del baricentro del processo decisionale dall’Assemblea alle Commissioni, puntando a velocizzare l’esame dei disegni di legge.

Si intende introdurre il criterio dell’assegnazione dei disegni di legge di norma in sede deliberante – per la quale la Commissione di merito esamina e approva il testo senza passare per l’Assemblea – o redigente – per la quale l’iter si concretizza sostanzialmente in Commissione, lasciando all’Assemblea solo la votazione finale sul provvedimento approvato dalla Commissione di merito – fatta ovviamente eccezione per alcuni provvedimenti per cui la Costituzione (Art. 72, c.4) e il Regolamento prevedono la “riserva d’Assemblea” (disegni di legge costituzionali e di revisione costituzionale, in materia elettorale, deleghe legislative, ratifiche di trattati internazionali, bilanci e consuntivi, decreti-legge recanti disposizioni in materia di ordine pubblico e disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica).

Un altra novità riguarda i lavori delle c.d. “Commissioni filtro”: viene introdotto il principio secondo il quale durante l’esame in sede referente i pareri di tali Commissioni dovranno essere resi solo sul testo base (o eventualmente sul testo unificato) e non su tutti gli emendamenti presentati. Tuttavia nel caso in cui la Commissione di merito nel corso dell’esame dovesse approvare emendamenti che introducono disposizioni impattanti sul profilo finanziario, la Commissione Bilancio sarà tenuta ad esprimere il proprio parere entro quindici giorni solo su quegli emendamenti. Si tratta di un intervento che consentirebbe di semplificare il lavoro della Commissione Bilancio e eviterebbe inutili blocchi nei lavori della Commissione di merito.

Semplificazione e razionalizzazione dei lavori

Sono previsti interventi che puntano ad una ottimizzazione dei lavori del Senato, limitando il ricorso frequente ad atteggiamenti ostruzionistici – che spesso paralizzano l’esame dei provvedimenti – e garantendo la certezza dei tempi della decisione parlamentare.

Merita particolare attenzione la previsione di una corsia preferenziale per i disegni di legge di iniziativa popolare. La Riforma prevede che l’esame di questa particolare tipologia di provvedimenti debba essere portato a termine entro tre mesi dalla loro assegnazione: in caso contrario il provvedimento viene iscritto d’ufficio nel calendario dei lavori dell’Assemblea e la discussione si svolge nel testo dei proponenti, senza che sia possibile avanzare questioni incidentali.

Il progetto di Riforma prevede, inoltre, alcuni interventi di maquillage del Regolamento, necessari al suo adeguamento ai tempi e ai cambiamenti intervenuti con la riforma dei documenti di bilancio e nella disciplina di recepimento della normativa europea.

Riccardo Passantino

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